sabato, 10 maggio 2008
Cortina Com English Version holiday in the Dolomites
Eventi Cortina




 
Cinema Cortina




 
Sport Cortina




Ristoranti cortina d'Ampezzo
     
Pastarei

Alcune curiosita' dal passato

Quasi un secolo fa la colazione del mattino nella valle d'Ampezzo era molto diversa da quella dei giorni nostri, molto povera in quanto veniva realizzata con ingredienti semplici e facilmente reperibili. Gli Ampezzani mangiavano infatti I PASTAREI, piccoli pezzetti di pasta ottenuti mescolando farina bianca e acqua, cotti poi in acqua o latte salato bollente.

La Polentina

Broeto

Una variante ai PASTAREI era LA POLENTINA: una polenta molto molle, liquida, condita con burro fresco e con una grattugiata dell'immancabile ZIGAR (formaggio locale). LA POLENTINA era un piatto molto amato dai bambini, sicuramente perchè era più ricco dei PASTAREI , e raccomandato alle persone deboli di stomaco.

A mezzogiorno veniva portato in tavola il
BROETO, una minestra ottenuta facendo rosolare cipolla e pezzetti di patata in pochissimo olio d'oliva (l’olio d’oliva era molto raro e di conseguenza molto prezioso), si aggiungevano poi acqua, un pizzico di sale, un pezzo di burro e si lasciava cuocere a fuoco lento fino a che le patate si disfavano completamente.

   
Patate lessate



Zufa de Late
La sera in tavola ritornavano le patate: lessate, intinte nel tocio de ai o insaporite con la carne nel gróstl. La sera era anche consuetudine mangiare il brodo fritto; in una padella di ferro si faceva soffriggere la farina in poco burro e, quando si era imbrunita, la si versa a cucchiaiate (tante quanti erano i comrnensali) in una pentola, aggiungendo acqua e mescolando in continuazione affinché non si formassero grumi e a fine cottura si insaporiva con sale e si condiva con burro. Lo si serviva poi con pezzetti di pane tostati nel forno, per arricchire ulteriormente questa minestra, si poteva aggiunge un uovo.

Brodo fritto


Tra i vari tipici in uso nella Valle
Ampezzana c'erano la barata, costituita da fave non completamente mature cotte in acqua salata con il baccello, di seguito alla cottura venivano sgusciate e mangiate con un po' di sale, la faaríesa che era una zuppa di fave secche cotte con patate e carne affumicata oppure assemblata a cotica di maiale, veniva aggiunto a fine cottura un soffritto di olio e cipolla con un cucchiaio di farina.

LA ZUFA DA LATE
, una crema preparata versando nell'acqua e latte nella proporzione di uno a due, un composto di due terzi di farina gialla ed uno di farina bianca, facendo cuocere per mezz'ora e cospargendo con zìgar grattugiato (il parmigiano ampezzano); il tutto veniva condito con burro fuso.
LA PANICCIA, che è pane raffermo, tagliato a dadini, soffritto nel burro con cipolla tritata, quindi versato in acqua bollente e fatto cuocere per venti minuti.

Era una dieta molto sana, semplice e povera di grassi, tanto che l'Ospizio Comunale nel 1863 decise che l'alimentazione da tenersi nell'Ospedale d'Ampezzo dovesse prevedere pestariei o brodo fríto come prima colazione, polentina o minestra di orzo due volte la settimana, a pranzo o alla sera zufa o patate.



© Copyright 2006 Cortina d'Ampezzo. All rights reserved.