venerd́, 25 luglio 2008
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Curling Cortina

CURLING CORTINA

Il Curling è un gioco simile a quello delle bocce ma realizzato su ghiaccio.
L’invenzione del Curling risale al xvi secolo in Scozia ne è una dimostrazione l'incisione della Stirling Stone datata al 1511 che contiene la prima citazione scritta di questo sport. Ed è in Scozia, a Perth che ha sede il maggior organo internazionale di questa disciplina: la “ World Curling Federation”.
Dal 1924 al 1932 lo troviamo come disciplina olimpica.E dopo una “pausa” di più di 50 anni lo ritroviamo alle Olimpiadi di Nagano 1998.
E’ proprio la conca Ampezzana a praticare e sostenere il gioco del curling in Italia. Qui l'Associazione Curling Cortina organizza: corsi, lezioni o partite per turisti mettendo a disposizione l'attrezzatura necessaria, presso la pista coperta. Le lezioni sono tenute da ex atleti e istruttori qualificati dalla Federazione Italiana Sport Ghiaccio. Non dimentichiamo, infatti, che la nazionale italiana di curling ha esordito ufficialmente nelle olimpiadi invernali con l'edizione di Torino 2006, e che la squadra olimpica era composta quasi unicamente da Ampezzani e da giovani delle vallate vicine.

Regole Curling

La squadra
Ogni squadra è composta da 4 giocatori. Il lead è colui che effettua il primo tiro. Il second è un buon puntista, ma anche un buon bocciatore per eliminare le pietre (stone) avversarie più scomode. Al third toccano le giocate più spinose. Il quarto giocatore, lo skip, è quello con più esperienza, stabilisce la tattica, consiglia i compagni su ogni lancio e tira per ultimo.

Il lancio della stone
Il lead effettua il tiro di inizio, chiamato delivery, sistemandosi su una sorta di blocco di partenza, l'hack. Per esser valido il delivery deve avvenire entro una linea chiamata hog line. Alternandosi, i due lead tirano entrambe le proprie stone ( “boccia” di granito scozzese del peso approssimativo di 20 KG. ), seguono poi i 4 lanci dei due second e i 4 dei third, mentre ogni end viene concluso dall'alternarsi delle 4 stone lanciate dai due skip.

Lo sweeping
Dopo il delivery entrano in azione gli altri due giocatori. Corrono sul campo di gara (chiamato sheet) precedendo di poche spanne la stone e, con delle scope di crine o panno chiamate broom, ne assecondano la traiettoria e prolungano il momento rotatorio pulendo il tratto di ghiaccio antistante. L'azione di sweeping deve svolgersi in modo ortogonale al senso di direzione, anteriormente a tutta la superficie coperta dallo stone e l'ultimo movimento della scopa deve essere rivolto verso l'esterno. Superata la tee-line lo sweeping è consentito ai soli skip o viceskip. Essi potranno iniziare l'azione solo dopo che lo stone avversario abbia raggiunto tale linea. Per contro, smettendo l'azione di sweeping nell'attimo giusto, si può frenare una stone arrestandola in un punto preciso. Gli sweepers possono agire solo nella parte di campo compresa fra le due teeline.

La tattica
Come nelle bocce, una stone può urtare una stone avversaria e scalzarla dalla sua posizione. Lo skip può quindi chiedere ai compagni un tiro di precisione (draw) per realizzare punti o un tiro di potenza (take out) per spazzar via una stone avversaria scomoda. La tattica può complicarsi in base al punteggio e alla situazione di gioco.

Il punteggio
Il calcolo del punteggio è fatto in base al numero di stone piazzate più vicino al centro della house prima della più vicina stone degli avversari. Solo una squadra può realizzare punti in un end. A ogni squadra sono concessi 73 minuti di gioco per 10 end. Se la partita è in parità, si giocano gli extra end per determinare il vincitore.

 





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