venerd́, 25 luglio 2008
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Ciaspe Cortina

CIASPE

Le ciaspe o racchette da neve vengono usate per spostarsi agevolmente sulla neve a piedi. In origine erano di legno e corda oggi, invece, perché siano ancor più resistenti e leggere, vengono costruite in alluminio e se utilizzate con i ramponi permettono di salire anche i pendii più difficili con maggior agilità e meno fatica. Era tradizione rurale di montagna usarle per poter raggiungere luoghi inaccessibili con altri mezzi.
Le escursioni con le ciaspe sono adatte a grandi e piccini. Offrono l’occassione di immergersi nei bianchi boschi innevati, ascoltare i silenzi, e vivere ogni uscita un’esperienza unica a contatto con la natura. L’attrezzatura necessaria?



Ovviamente le ciaspe, che vengono usate con pedule o scarpe/scarponi da trekking, bastoncini da sci, un abbigliamento caldo e comodo e lo zaino con l’occorrente per una qualsiasi uscita in montagna ( bevande, una cartina della zona, un cambio).
Ai più esperti piace salire in alta quota con le ciaspè e poi scendere a valle magari con gli sci da alpinismo o da discesa. Esse vengono anche usate in abbinamento con lo slittino. Durante il periodo invernale vengono organizzati nei numerosi rifugi cene caratteristiche con la salita con le racchette da neve e la discesa in tarda serata con lo slittino.
Nella conca Ampezzana sono presenti percorsi per tutti dai bambini ai più esperti.

ITINERARI CIASPE A CORTINA :

Laghi d'Ajal e Pianozes
Una facile e bella camminata tra i boschi che conduce ai laghi d'Aial e di Pianozes. Imboccato il segnavia 434 e superato il ponte Piezziè de Parù, sul Rio de Costeana, si devia decisamente a sinistra (segnavia 431) costeggiando inizialmente il Rio. Arrivati al successivo bivio si prosegue dritti sempre per il comodo sentiero 431. Dopo un tratto immerso nel bosco, si giunge in un’ampia spianata. Dalla baita percorrendo la stradina in discesa si giunge ad una stanga in ferro e subito dopo, in corrispondenza di un avvallamento, si devia a destra. Quindi, con breve salita, si arriva al Lago d'Aial. Dal Rifugio d’Aial si scende seguendo il sentiero-stradina 430. In questo tratto, ‘tagliando’ qualche curva, ci si può impratichire all'uso delle ciaspes su brevi pendii più ripidi. Terminata la discesa, dopo un breve piano, si effettua una grande svolta a sinistra e subito dopo a destra, per arrivare nelle vicinanze del Lago di Pianozes e dello Chalet Pianozes.

Mandres – Fraina
Dalla stazione di Manderes, s’imbocca una strada ben marcata che, dopo un tratto in piano, scende per qualche centinaio di metri. Si prosegue quindi seguendo le indicazioni del segnavia 220 per Fraina, attraversando bosco di larici. Senza affrontare eccessivi dislivelli si raggiungono le rocce chiamate "Ra Crepedeles" tra le quali si scorge la "Porta del Dio Silvano”, un'immensa nicchia rettangolare situata proprio alla base di queste pareti. Per scendere poi verso Fraina.

Lago di Costalares
Un breve ma interessante percorso ad anello che esplora la zona alle pendici del Monte Faloria. Per il segnavia 210 per Manderes - Fraina si segue la pista di sci che scende verso Cortina in direzione nord. Sempre per il sentiero 210, si sale fino alla depressione, frutto di uno smottamento delle soprastanti rocce, che ha formato il laghetto di Costalares di cui oggi non è rimasta molta traccia perchè volutamente svuotato per evitare frane. Lasciato sulla sinistra il lago, si continua affrontando dapprima una brevissima salita per poi arrivare, con una leggera discesa, proprio sotto ai tralicci vicino alla stazione intermedia di Mandres della funivia del Faloria. Si prosegue quindi, verso nord est, lungo il segnavia 206 per Rio Gere. Da li si ritorna poi verso il Lago Scin.

Lagazuoi - Capanna Alpina
Itinerario in discesa. Dal Rifugio Lagazuoi ci si incammina verso la pista da sci conosciuta come "Armentarola", si prosegue poi seguendo il segnavia n° 20. Si raggiunge poi un laghetto da dove si devia per raggiungere una chiesetta in legno. Dopo poco si raggiunge il rifugio Scotoni. Dopo un ora e mezza circa si arriva a Capanna Alpina.

Cinque Torri
Una classica gita lungo uno dei luoghi più belli al mondo. Dal Rif. Scoiattoli, ci si dirige a sinistra verso la piccola e slanciata Torre Inglese. Percorsa la ‘galleria’ formata dalla Torre Quarta Alta e dalla Torre Quarta Bassa, si sbuca proprio nel centro dell’ammasso di pinnacoli. Lasciate le Torri in direzione est ci si trova sopra il Rif. Cinque Torri. Dal Rif. Cinque Torri si discende lungo la stradina per circa 300m fino alle indicazioni del sentiero 439 per "Cian Zopè". Percorrendo questo sentiero si giunge in prossimità del Cason de Claudio. Ritornando sul sentiero n° 439, si continua costeggiando dapprima la "Boa di Cinque Torri", per poi inoltrarsi nel bosco e raggiungere una marcata strada che scende fino a "Cian Zopè (1732 m) e alla stada del Passo Falzarego.

Giro di Croda da Lago
Impegnativo e bel percorso che scavalca, partendo dalla strada per il Passo Giau, dapprima la forcella Giau e quindi la forcella Ambrizzola. Dal parcheggio, in direzione Sud-Est, si può subito individuare la forcella Giau (2360m), prima meta del percorso. All'inizio l'itinerario è in lieve salita poi nell’ultimo tratto, si sviluppa su terreno più ripido (segnavia 436). Costeggiando la bastionata dei "Lastoi de Formin" (sempre per segnavia 436) e puntando verso il Becco di Mezodì, si prosegue per la forcella Ambrizzola a 2277m. Con il segnavia 434 per "Rocurto” si discende, quindi, al Rifugio Croda da Lago e si costeggia il vicino Lago dell’edera lungo tutto il suo lato destro. Proseguendo per la Val Negra, ad un primo tratto quasi pianeggiante ne segue uno decisamente più ripido alla fine dei roccioni delle "Ciadenes". Affrontando quest’ultimo pendio con prudenza, si giunge al Casone di Formin (1885m). Qui occorre fare attenzione ad individuare il sentiero 437 che, sulla sinistra, supera il Rio "Ru Formin”. Il sentiero raggiunge il ponte di Rocurto e quindi la strada del Passo Giau.

Lago di Limides
Bel percorso che dal Col Gallina porta fino alla forcella Averau. Dalla stazione superiore della seggiovia ci s’incammina verso est, lungo il sentiero 441. Rimanendo pressoché in quota si riesce ad intravedere il bel pianoro, su terreno carsico, dove l'estate si forma il Lago di Limides. Si prosegue in direzione sud-est e, guadagnando un po' di quota, ci si dirige verso il monte Averau superando alcuni sali-scendi tra gole e costoni rocciosi. Arrivati in prossimità della forcella Averau, a quota 2390, si scende decisamente verso nord, in direzione dell’Alpe de Potor e della stazione di partenza dell’omonima seggiovia. Arrivati nelle vicinanze della seggiovia di Potor s’intravede una linea elettrica che scende verso valle, e proprio seguendo tale linea si arriva al Rif. Bai de Dones.


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