*Premessa: Lo sci è un gioco, è educazione alla socializzazione.
*Gli adulti facciano in modo che questo sia lo spirito con cui i bambini si esercitano sulla neve senza mai mettere in pericolo la loro integrità fisica e mentale.
*Rispettiamo il bambino che scia, permettiamogli di fare le prime esperienze con gli sci in libertà affinché trovi la sua dimensione ed i suoi riferimenti nell'ambiente che lo circonda.
*Insegniamogli che sciare è un gioco ove è importante "crescere" in destrezza , abilità ed equilibrio, nel rispetto degli altri, socializzando nel riconoscere le regole di comportamento.
*Diamo al bambino il senso di ogni azione compiuta sulla neve, educando lo ad avere attenzione per eventuali pericoli , senza avere paura, ad amare l'ambiente che lo circonda anche nelle situazioni più mutevoli.
*Creiamo per lui sempre nuove motivazioni per sciare con entusiasmo senza costrizioni; garantiamo la sua libertà di movimento attraverso un abbigliamento comodo e caldo, a colori vivaci, facilmente visibile.
*Insegniamo la pratica sciistica al bambino valorizzando le sue qualità, affrontando insieme i suoi difetti condividendo e comunicandogli il piacere della scoperta.
*Evitiamo di trasformare le attività di gruppo in una continua competizione di capacità e valori che ancora non sa affrontare e comprendere.
*Il bambino non è sempre uguale: cambia umore così come cambia la neve ... Aiutiamolo a capire la sua stanchezza, la sua pigrizia, le sue "incapacità" ,per superarle insieme.
*Aiutiamolo lungo le piste, nei momenti della risalita, perché lo sci diventi esperienza di vita quotidiana, per allargare la sfera della sua sicurezza, affrontando con lui gli stadi dell'ansia e della paura.
*Il bambino dimentica subito ciò che credeva di non saper fare , appena supera con successo" la prima volta". Favoriamo questo passaggio perché egli maturi fiducia ed autostima.
*Il suo mondo, anche sulla neve, è quello che noi gli presentiamo e gli sappiamo offrire come esempio da imitare , nei gesti , nelle parole e negli obbiettivi, perché a noi adulti è affidato il suo futuro .
Una serie di accorgimenti per rendere interessanti e sicure le escursioni dei bebè - di Oriana Pecch
I bambini, anche piccoli, possono andare in montagna: l’osservazione della natura, la vita all’aria aperta, il gusto per l’avventura possono essere stimolanti e gratificanti anche per loro, purché si seguano alcuni accorgimenti per rendere più interessanti le escursioni e alcune indicazioni per non mettere a rischio la loro salute
Secondo le indicazioni della commissione medica UIAA, per quanto riguarda l’alta quota, non ci sono restrizioni specifiche, almeno fino a 2500 – 3000 metri di quota. Al di sopra dei 3000 metri è bene porre particolare attenzione al mal di montagna acuto, anche perché i più piccoli spesso non sanno riferire con precisione i sintomi. Come per gli adulti, anche per i bambini si raccomanda una salita lenta e graduale, non più di 300 metri al giorno al di sopra dei 3000 metri, cercando di limitare l’attività fisica all’arrivo in quota, anche se spesso è difficile farli star fermi, soprattutto i più piccoli. Ricordare che le motivazioni a camminare sono diverse da quelle degli adulti, e che “la vetta” può non essere così importante; è bene offrire mete intermedie e rispettare i tempi dei bambini, facendo fermate frequenti per lasciarli recuperare anche con momenti di gioco.
Farli bere a volontà, abituandoli a portare la borraccia nello zainetto.
Il peso dello zaino deve essere limitato, in base alla taglia del bambino. L’indicazione è non più di 1 Kg fino a 5 anni, meno di 3 Kg fino a 8 anni e meno di 5 Kg fino a 12 anni, per evitare danni alle articolazioni e alla colonna vertebrale.
I rapidi cambiamenti di quota e quindi di pressione barometrica, come con la funivia, possono aumentare il rischio di dolori alle orecchie soprattutto nei più piccoli: in funivia farli succhiare (caramelle, succhiotto) e deglutire. Se sono raffreddati è meglio rinunciare del tutto all’escursione e ai mezzi di risalita meccanici.
La pelle delicata e gli occhi devono essere protetti dai raggi solari con creme ad alta protezione e occhiali da sole di buona qualità.
I bambini sono più sensibili al freddo, disperdono più calore degli adulti, soprattutto dalla testa, relativamente più grande. Proteggere quindi sempre la testa e il collo dal freddo e sorvegliare l’abbigliamento. I bambini che vengono portati sulle spalle negli zainetti sono particolarmente sensibili al freddo, sia perché stanno fermi, sia perché la posizione nello zaino rallenta la circolazione negli arti inferiori.